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PERCHE' I TRIBUTI COMUNALI
I Comuni sono tra le istituzioni più antiche che la Pubblica Amministrazione Italiana conosca. Esistevano già da diversi secoli prima che lo stesso Stato Italiano nascesse. Da sempre rappresentano la più semplice e spontanea forma di organizzazione della gestione della cosa pubblica su base territoriale. A tutt’oggi sono gli Enti pubblici con i quali è più facile per i cittadini interagire. Sono, tra gli Enti pubblici, quelli con i quali i cittadini hanno più familiarità, perché dagli stessi direttamente gestiti attraverso propri amministratori; perché più semplice ed immediato è l’accesso ai servizi offerti ed il dialogo con gli uffici. Funzione principale del Comune è offrire servizi a carattere generale per soddisfare una molteplicità e disparità di bisogni e di necessità fondamentali ed immediati dei propri cittadini: dagli asili e scuole al trasporto pubblico; dai servizi socio-assistenziali alle biblioteche e cultura; dalla gestione dell’assetto territoriale alla manutenzione di strade, parchi; dalla nettezza urbana ai servizi acquedottistico. Naturalmente garantire i servizi pubblici offerti dai Comuni ha un costo economico. Da sempre quindi si è presentata la necessità di reperire le risorse economiche sufficienti a coprire il citato costo. Risorse che non possono che essere reperite principalmente attraverso imposte, tasse, tariffe e contributi. Da quando esiste lo Stato Italiano questa necessità è stata risolta a momenti alterni, passando, più di una volta, da un sistema di fiscalità erariale centralizzata dipendendo quindi i Comuni dai trasferimenti delle risorse da parte dello Stato ad un sistema di fiscalità locale, nell’ambito della quale ai Comuni è stata garantita una, più o meno, autonomia impositiva attribuendo agli stessi tributi propri da regolare e gestire. Se la leva tariffaria è da sempre una specificità attribuita dalla legge ai comuni che organizzazione e gestiscono servizi pubblici, negli ultimi 15 anni è stato avviato un lento processo che, attraverso diversi interventi legislativi, ha attribuito ai Comuni una sempre maggiore autonomia regolamentare, amministrativa, impositiva e finanziaria fino alla consacrazione costituzionale della stessa. Autonomia impositiva che trova la propria concreta espressione nella previsione di entrate comunali tributarie e non, tra i quali l’ICI, la tassa o la tariffa rifiuti, la tassa o il canone per l’occupazione di suolo pubblico e l’imposta ed i diritti sulla pubblicità costituiscono principale espressione. I tributi Comunali servono dunque a finanziare i servizi che il Comune offre alla propria collettività.
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