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Competitività: Italia solo dodicesima per innovazione
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L'Italia è "uno dei paesi dalla prestazione più povera tra i Quindici per l'innovazione": nella graduatoria europea si trova in dodicesima posizione. Al primo posto si conferma la Svezia seguita da Finlandia, Danimarca, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Regno Unito, Francia, Lussemburgo e Irlanda. È questa la conclusione dello European Innovation Scoreboard della Commissione europea.

Anche se l'anno scorso l'Italia si trovava in tredicesima posizione, Bruxelles ritiene che nonostante la spesa in ricerca e sviluppo sia aumentata dal 1998, si tratta di un processo "troppo lento". Tenendo conto di Usa, Giappone, Svizzera, Islanda, Norvegia, segnala il rapporto della Commissione Ue, l'Italia si colloca al 17mo posto (il 18mo nel 2004). A bocce ferme raggiungerà la prestazione media dell'Europa solo nel 2015. L'ultimo paese nella graduatoria è la Turchia, preceduta da Polonia e Romania.

L'Italia, è "particolarmente debole negli input di innovazione (21mo posto nell'Europa a 25) e nell'innovazione dell'imprenditorialità. Per i 'driver' dell'innovazione la causa è dovuta "al basso livello dell'educazione terziaria e della formazione permanente); scarsa l'offerta di laureati in scienze e ingegneria anche se "l'andamento è positivo aumentando dal 55% della media Ue nel 1999 al 65% nel 2002.

La causa della bassa performance nella qualità dell'impresa è dovuta "ai livelli troppo bassi di cooperazione tra le piccole e medie aziende nell'innovazione (23% della media), alla caduta dell'offerta di venture capital e al livello degli investimenti in tecnologie informatiche sotto la media.

La prestazione migliore dell'Italia riguarda la creazione di conoscenze e, soprattutto, le applicazioni, là dove si trova sopra la media Ue per la vendita di prodotti per i nuovi mercati e vicino alla media per i nuovi prodotti per impresa. L'Italia "è tra quei paesi che si rivelano particolarmente capaci di trasformare bene i propri asset di innovazione in risultati innovativi (vendita di nuovi prodotti, occupazione high-tech, brevetti), cosa che può essere spiegata con una robusta domanda nazionale di prodotti innovativi e servizi".

Il rapporto Ue individua quattro gironi dell'innovazione. I paesi guida sono Svizzera, Finlandia, Svezia, Danimarca e Germania; i paesi dalla prestazione media ( in posizione diversa) sono Francia, Lussemburgo, Irlanda, Regno Unito, Olanda, Belgio, Austria, Norvegia, Italia e Islanda; i paesi che sono in un processo di ripresa sono Slovenia, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Grecia, Cipro e Malta; infine i paesi che stanno perdendo terreno: Estonia, Spagna, Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Romania e Turchia.

Secondo Bruxelles non ci si deve aspettare "una convergenza verso la media europea a breve termine". Quanto alla posizione della Ue rispetto a Usa e Giappone, da segnalare che secondo lo 'scoreboard' nel 2005 il Giappone ha perso il primo posto e si trova oggi al quarto (nella graduatoria che comprende anche altri paesi extra Ue). Gli Usa scendono al sesto posto dal quarto nel 2004.

Resta come è noto tutta la distanza tra Ue e gli altri due giganti, che "sta aumentando". Circa il 70% della differenza nell'innovazione è dovuta in termini statistici dal ritardo europeo nei brevetti, nella quota di popolazione con educazione terziaria e nella spesa in tecnologie informatiche. Aumenta la distanza europea nella spesa pubblica in ricerca e nell'esportazione di prodotti high-tech; ma aumenta il ruolo di guida nella spesa per R&S dell'università finanziata dal business.

http://europa.eu.int/pol/rd/index_it.htm


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